Gratitudine e Abbondanza

Mentre se li seduto a leggere puoi portare dolcemente l’attenzione a ciò che sta accadendo dentro di te… stai respirando, il tuo cuore sta battendo, ogni tua cellula è viva e pulsante e sta contribuendo a costituire e a mantenere in vita quella meravigliosa creatura che sei Tu. Allo stesso tempo tu puoi vivere perchè attorno a te c’è l’aria che puoi respirare, l’acqua, le piante, il sole, gli animali, gli altri esseri umani che esistono e senza i quali tu ed io non potremo sopravvivere e che rendono questa esperienza dell’essere vivi un’occasione per … per che cosa?

Questa è la domanda che prima o poi incontriamo procedendo nel cammino, perchè sono qui, che senso ha tutto questo, cosa ci sono venuto a fare in questo mondo, qual’è lo scopo ?

Risponderci a queste domande è vitale per dare senso a tutto il resto.

Possiamo anche continuare a non porcele e sopravviviamo lo stesso, ecco, appunto, sopravviviamo. Vivere non è sopravvivere. Vivere è il richiamo che proviene dall’Anima a raffinare sè stessi, vivere è l’invito a trasmutare il piombo del’incoscienza nell’oro della comprensione di essere parte del Tutto, vivere è l’invito ad aprirci alla percezione del meraviglioso in cui siamo immersi, vivere è l’insopprimibile slancio di portare ad espressione i nostri talenti per donarli al mondo, vivere è anche qualcos’altro, è tanto altro che infiamma la tua e la mia vita. L’effetto di questa attitudine è la gioia di vivere, è la serena felicità e profonda fiducia che niente e nessuno ci può togliere.

La chiave per coltivare e radicarsi nella gioia è essere grati per il dono della vita che abbiamo ricevuto e per tutto quello di cui possiamo fare esperienza.

Ringraziare per il cibo, l’acqua, l’aria, la casa, le persone care ed anche per gli incidenti, le malattie e le difficoltà, riconoscendo un po’ alla volta che incontriamo solo quello che ci è utile per evolverci e che siamo in grado di sostenere.

Quando amiamo le cose e le persone, loro amano noi.

Quando apprezziamo e rivolgiamo pensieri e opere di gratitudine e gentilezza, il mondo ci restituisce moltiplicato il bene donato. Il dono vero è la comprensione della non separazione tra interno ed esterno, se vedo abbondanza dentro e fuori di me, ricevo abbondanza. La conseguenza è il potersi liberare dal bisogno effimero di molte cose materiali e allo stesso tempo, poter godere delle cose che ci permettono di fare esperienze gratificanti ed evolutive. Noi come Anima ci nutriamo di relazioni sane, di esperienze di bellezza, di servizio alla comunità attraverso le nostre opere. Per far ciò ci serviamo degli strumenti necessari, acquistiamo e usufruiamo dei mezzi per raggiungere tali scopi. Ma niente è veramente nostro, niente ci appartiene, la casa in cui abitiamo, la macchina che guidiamo o la terra che coltiviamo, sono solo di passaggio nelle nostre mani. Quello che rimane impresso è il cosa siamo diventati grazie alle esperienze fatte, come facciamo fruttare il capitale di vita che ci è stato donato. L’universo è infinito e noi abbiamo il potenziale divino di poter creare infinite opere che rieccheggiano con l’abbondanza universale. fiumeCiò che ci trattiene è il credere nella mancanza, è il lasciarci condizionare dall’avere la felicità in base al raggiungimento di un certo status o ruolo deciso da altri.

Quando paradossalmente lasciamo andare la paura della mancanza, creiamo lo spazio affinchè tutto il desiderabile e il necessario possa comparire.

In realtà possiamo solo resistere all’abbondanza credendo nella mancanza, è come un fiume che viene nella nostra direzione al quale noi ustruiamo la strada deviandolo con la paura, con l’autosvalutazione ( non me lo merito ), con il giudizio ( la ricchezza è cattiva ), con la negatività ( la vita è come la scala di un pollaio, corta e piena di m… :). 

Potremo allora immaginarci di tuffarci dentro a questo fiume, seguirne la corrente esplorando con gioia il percorso inaspettato che ci viene offerto?

Per approfondire questo tema Credere per Vedere di W. Dayer e i film documentari The Secret e What the bleep do we know = Ma che..bip..sappiamo veramente?