Il Desiderio e le Aspirazioni, gli ostacoli e le opportunità per autorealizzarsi.

Come realizzare i propri desideri?

Neville citato da W. Dayer nel libro – Ogni tuo desiderio sarà esaudito – scrive:

“ Pertanto, per incarnare un nuovo e più grande valore di voi stessi, dovete presupporre che voi siete già quello che volete essere, e poi vivete con fede in questo presupposto, che non è ancora incarnato fisicamente nella vostra vita, confidando che questo nuovo valore o stato di consapevolezza si incarnerà attraverso la fiducia assoluta nel fatto che voi siete quello che desiderate essere “.

I desideri pertanto possono essere percepiti come aspirazioni dell’Anima non come estemporanei bisogni superficiali. In questa prospettiva i desideri ci spingono a diventare quello che sappiamo di poter Essere. Non si tratta di fare o di avere qualcosa, ma appunto di Essere. Nella strada per Essere in nostro desiderio possiamo aver bisogno di denaro, di studiare, di praticare una disciplina o imparare e svolgere un lavoro ma in se’ queste non sono uno scopo ma solo un mezzo.

Per desiderare è necessario accorgerci che ci manca qualcosa, in altre parole che non vogliamo accontentarci di quello che abbiamo (o che crediamo di essere ). Il passo successivo è quindi chiedere ed è solo chiedendo che potremo ricevere. Igor Sibaldi nel suo – Vocabolario – alla voce Chiedere dice a questo proposito: “ Chiedete e vi sarà dato”, raccomandano i Vangeli: se non chiedete non vi sarà dato nulla. Occorre il coraggio di chiedere, e non è da tutti: chiedere significa infatti accorgerci che ci manca qualcosa, che in qualcosa non siamo ancora riusciti ( desiderare, in latino, significa appunto “ non disporre ancora di astri – sidera – favorevoli a qualche nostro scopo “ ) e che la vita come la stiamo vivendo ora non ci basta; non conosco molte persone capaci di ammettere di trovarsi in una situazione del genere e di spiegarsi chiaramente perchè, così da poter appunto individuare, chiedere e ottenere ciò che davvero potrebbe migliorarla.

desi 5Una domanda essenziale che ci può aprire a cogliere questo senso di mancanza di qualcosa e che potremo riimparare a farci è quella domanda che ci facevamo sempre spontaneamente da “piccoli”e che ci siamo stufati di fare: PERCHE’ ? Questa domanda sorge al bambino quando gli viene detto che una cosa è così e basta. Lui, il bambino, nella migliore delle ipotesi non si accontenta e finchè non sente vera la risposta, continua a cercare e a chiedere. Questa curiosa e ferma determinazione è quella che ha spinto le menti e i cuori di tutti quelli che hanno cercato, cercano e …trovano. Trovano una verità più grande e più vera che avevano intuito esistere fuori dai confini di quello che pensavano esistere fino ad allora. Quando sentiamo la pressione che questa domanda suscita dentro di noi, gli abiti mentali che indossiamo ci stanno stretti e iniziamo a chiedere, a cercare e ci apriamo a nuove e straordinarie scoperte.
L’ostacolo più grande che incontriamo è ciò che sappiamo e che sopratutto abbiamo assunto come vero e reale e che non mettiamo più in discussione. Come accade tutto questo a nostra insaputa?

L’ostacolo: i Desideri e la nostra mente.

“ Rendi Cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare te e tu lo chiamerai destino “ C. G. Jung

Il nostro Inconscio lo possiamo immaginare anche come l’insieme di tutti i programmi mentali che abbiamo ricevuto dalla nostra specie e di quelli che abbiamo installato nei nostri circuiti mentali nell’arco della nostra Vita. Nel disegno sottostante tratto dal libro – Il potere del cervello Quantico – di I. Pentimalli e J.L. Marshall, vengono definiti le principali fonti di programmazione inconsapevole suddivise in queste quattro aree: cultura, mass media, gli altri, te stesso e la storia che ti racconti. Alcune riflessioni potrebbero essere illuminanti per te.

desi 4Cultura:

spesso noi definiamo normale, giusto, ovvio qualcosa che semplicemente appartiene all’ambiente culturale e religioso in cui siamo cresciuti. Quando incontriamo una persona di un altra area geografica e di più ancora se andiamo di persona in un altro stato o continente, ci rendiamo conto che ciò che è normale per noi non lo è per un altro. Nel modo di vestirci, nel cibo che mangiamo, nelle regole di comportamento sociale, nelle attività che pratichiamo ci concediamo spesso solo ciò che è o che crediamo sia accettabile dalla cultura in cui siamo. Questa pressione sociale con la relativa paura di perdere il senso di appartenenza, ci ostacola nell’esplorare oltre i confini del conosciuto, del normale, del permesso ….

I Mass Media:

tutte le volte che guardiamo un telegiornale, ascoltiamo la radio, leggiamo un giornale ognuno di noi fa un atto di fede di cui spesso non è consapevole, cioè credere che quello che mi dicono è vero. I pubblicitari per esempio sono una cerchia di maghi moderni perchè creano la realtà che vogliono attraverso dei bisogni indotti o deviati a loro vantaggio. La moda, gli status simbol, i modelli e le modelle, ma anche i film, i cartoni animati, fanno leva sui nostri programmi inconsci e ne installanano di nuovi attraverso la ripetizione e la presentazione di immagini evocative e emotivamente coinvolgenti. Così facendo sfruttano la nostra inconsapevolezza e ci ritroviamo un carrelo pieno al supermercato, la fila di notte fuori dal negozio hi-tech per l’ultimo telefonino, fino all’accettare la realtà dell’attualità del mondo così come ci viene presentata.

Gli altri :

Siamo abituati ad apprendere per imitazione o per evitare la riprovazione sociale. Vi è una base biologica legata alla sopravvivenza e facilmente comprensibile che ha creato questo meccanismo di apprendimento e adattamento. Se quando sono cucciolo faccio come gli altri della mia specie e seguo le loro indicazioni, sarà più facile che sopravvivo e che mi accettino. Il problema è che questo modello è applicato anche quando non serve più e peggio, utilizzato più o meno consapevolmente da tutti per piegare quelli che non seguono il gregge. La tradizione, il costume, il pensiero dominante può così procreare nuovi seguaci e diventiamo l’uno la guardia carceraria dell’altro.

Te stesso e le storie che ti racconti:

E’ il mondo delle giustificazioni, dei “Sì è vero ma allora dovrei fare qualcosa di nuovo .. “, è la nostra paura di accettare di cambiare. Quando facendo nuove esperienze riconosciamo qualcosa che si discosta da ciò che abbiamo sempre reputato vero e assoluto, viviamo uno stato di disagio interiore che può arrivare fino all’angoscia ( dissonanza cognitiva ). Per evitarlo giustifichiamo comportamenti o pensieri cercando di renderlo coerente con quello che già conoscevamo, oppure lo scartiamo. Tutto ciò per non confrontarci con il cambiare pensiero, opinione, comportamento rischiando di limitare la nostra esistenza.

Tutte queste barriere possono essere progressivamente riconosciute e oltrepassate attraverso la conoscenza, la consapevolezza e la volontà, non accontendandoci di accettare come unica realtà possibile quella che abbiamo vissuto fino ad ora. Come le informazioni che noi accettiamo come vere attraverso tutte queste fonti di programmazione, creano la nostra realtà ?

desi 3I pensieri, nel modo comune di intendere si formano nella nostra mente, in realtà la Scienza dello Spirito ci mostra una visione più ampia nella quale noi abbiamo più corpi: fisico-eterico, emotivo, mentale, causale,… ed è il corpo mentale la sede dei nostri pensieri che vengono poi tradotti dall’organo fisico che è il cervello. Nel nostro cervello, per semplicità, accogliamo tutte le forme di programmazione che abbiamo visto e creiamo una infinità di pensieri ( Es. siamo in crisi …). Questi pensieri creano in noi un certo STATO emotivo, cioè il come mi sento in relazione a questo pensiero ( es. allora ho paura di perdere o cercare lavoro, di investire dei soldi, di rischiare ) . Questo stato emotivo mi induce a prendere delle “piccole” DECISIONI ( Es. allora non mi muovo da qui, non spreco soldi per conoscere, informarmi, …) .
Le decisioni prese mi spingono a fare delle AZIONI ( oggi vado al lavoro e sopporto quella situazione di disagio, metto in soldi in banca con quei sicurissimi piani di investimento che mi hanno detto,…) .
Queste azioni creano alla fine dei RISULTATI che confermano i pensieri da cui sono stati generati ( es, siamo proprio in crisi, allora non posso proprio fare quello che vorrei…) .

In sostanza prendiamo delle decisioni in base a quello che sappiamo ma il problema è che non sappiamo ciò che sappiamo e tutto ciò crea la realtà che crediamo di vedere.
La strada per uscirne è usare a nostro vantaggio i meccanismi della mente, diventandone consapevoli prima di tutto, scegliendo accuratamente le nostre informazioni e utilizzare la plasticità del cervello per rimodellarli nella direzione del discernimento interiore, e ritorniamo alla connessione alla nostra anima.
I deisideri profondi sono in questo senso delle stelle guida interiori perchè scavalcano i programmi e ci ricollegano al progetto di vita, ai nostri talenti ed aspirazioni e al loro dispiegarsi quotidiano. Come strategia pratica per manifestare i propri desideri nella relatà possono essere utili il già citato testo – Il potere del cervello Quantico – di I. Pentimalli e J.L. Marshall e la tecnica dei 101 desideri di Igor Sibaldi che trovate con questo nome su youtube.

Biodanza: dal desiderio al piacere

“ Sapere ciò che vogliamo nella Vita fa parte della nostra identità. Se desideriamo qualcosa intensamente finiamo per convertirci nel nostro desiderio. Quando amiamo siamo l’amore. Il desiderio possiede conseguenze ontologiche. “ R. Toro

In Biodanza la parola desiderio ha un valore sano ed evolutivo perchè si riferisce a ciò che è profondo ed essenziale e che quando è realizzato produce gioia di vivere e profondo senso di realizzazione. Si differenzia dal desiderio superficiale che produce una soddisfazione effimera e passeggera. La strada dal Desiderio al Piacere: Risvegliare, Esprimere, Realizzare, Elaborare:

schema desideri

1. Il primo passo da compiere è quello di Risvegliare la fonte del desiderio, vale a dire riuscire a sentire nel corpo e nella coscienza le proprie aspirazioni e a perdere la paure di riconoscerle. Ad impedirci questa percezione sono le nostre barriere, le nostre repressioni; i fattori sociali esterni ci influenzano solo se trovano risonanza con i fattori interni. Altrimenti commenti, giudizi, preconcetti, non ci limitano nel nostro agire. Inizia così la strada dell’ Espressione
Può esistere un conflitto tra i vecchi modelli e i nuovi o vecchi desideri che si liberano. L ‘ importante è dare sempre più spazio alle nostre necessità, con il rischio altrimenti che fattori psicosomatici si facciano più presenti. E’ il nostro corpo che costretto dalla volontà disporta e programmata ad agire in maniera inorganica, ci invita a cambiare rotta, desi 2per unire il sentire con l’ agire. Ecco perché chi frequenta i corsi di Biodanza a volte può peggiorare il suo stato di salute e benessere fino a quando non modifica il suo stile di vita con uno piu fedele alle proprie esigenze.
La libertà nel muoversi, l’ascolto cinestesico dei propri movimenti, gli stimoli concentrati di musica, l’incontro in feedback con gli altri che accade in Bioidanza, ci facilitano il risveglio e l’espressione dei nostri desideri.

2. L’Espressione ci porta alla possibilità di vivere la Realizzazione. Cosa c’impedisce di farlo? E’ la responsabilità. Sì può riconoscere ciò che si desidera, ma esprimerlo significa essere responsabili di quello che si compie. Ecco che allora possiamo vivere due dimensioni: quell’amorosa in cui abbracciamo i nostri desideri e n’accettiamo le conseguenze, e quella della paura in cui non riusciamo ad esprimerli e rimaniamo bloccati. Nell’amore la paura è una situazione di rischio, nella quale si teme di non essere accettati quando si comunica. E’ una prova per la propria autostima. Tuttavia sentire un desiderio non comporta necessariamente che esso si realizzerà ma ci responsabilizza al massimo affinché si possa realizzare. Se l’altra persona ci rifiuta, o se una nostro desiderio non si realizza è una realtà, io ho fatto tutto il possibile, e non ci porta via la capacità d’amare e d’essere felice, solo noi siamo responsabili. Quando si perde una persona amata, si può soffrire e provare dolore, ma la nostra capacità d’amare si rigenera in noi verso un’altra persona. Quando accettiamo questa realtà possiamo vivere la dimensione dell’amore. L’espressione dei desideri è normalmente limitata dalla carenza di forme espressive. Esercizi di gioco, di seduzione, di rafforzamento dell’identità, di capacità espressive di se stessi, sono le proposte per superare quest’ostacolo.

3. Quando riusciamo ad esprimere il desiderio ecco che il piacere si può Realizzare. E’ il momento supremo là dove si vuole arrivare. Se da una parte vi è una repressione sociale che è ormai interiorizzata, e dall’altra vi è una forte pulsione a realizzare il desiderio, può scoppiare una bomba. E’ quello che accade nelle crisi isteriche. Le persone con un “ padrone “ isterico sanno cosa desiderano, in modo semicoscente lo esprimono, ma quando si può concretizzare devono fare qualche manipolazione, le crisi appunto. La paura è provare piacere, che non è permesso. Il piacere è alterato e non riescono a soddisfarlo, cercano la preferenza e non la necessità. D’altra parte il consumismo ci propone il supermercato per soddisfare i nostri bisogni d’ogni genere e spesso il piacere della vita c’è sconosciuto. Se nella nostra società l’espressione del piacere fosse permessa (da notare che è un nostro bisogno centrale), probabilmente ci sarebbero molti meno problemi sia personali sia sociali.

4. Dopo aver provato piacere abbiamo l’ultima salita da superare, è il Senso di Colpa

con cui possiamo ancora screditare quello che abbiamo appena provato. E’ l’Elaborazione dell’esperienza, l’ultimo passo. Può essere salutare oppure chiuderci in maldicenze, pettegolezzi ormai introiettati dentro di noi. Possono essere interne o esterne, ma quest’ultime hanno effetto solo se risuonano anche internamente. Bambini, adolescenti e persone con un’identità non molto forte, sono fortemente influenzabili dalle opinioni esterne e finiscono col pensare come pensano gli altri. Ecco perché è necessario potenziare sempre di più la propria identità. Quando riconosciamo in una persona delle qualità che vorremmo avere, una delle reazioni possibili è quello di screditarla. La cosa da cercare è invece di approssimarsi a lei per realizzare se stessi attraverso quelle qualità che riconosciamo in lei.

desi 1L’albero dei Desideri è la forma metodologica e specifica dentro la Biodanza con cui si riconosce e si mette in atto il processo di allineamento e realizzazione di propri desideri. All’interno della mappa dell’albero ognuno riconosce i suoi desideri primari e durante le vivencie vengono danzati attraverso delle proposte specifiche.
Danzare il proprio desiderio offre l’opportunità di essere un tutt’uno con esso, diventarlo e, come la fisica quantistica ci descrive, attirare nell’universo tra le infinite possibilità quelle condizioni che ne permettono la realizzazione nei modi a volte più sorprendenti.
Quando siamo realmenti connessi e allineati con essi, la Vita cospira affinchè essi si realizzano perchè va a vantaggio di tutti, va a vantaggio dell’evoluzione collettiva. Quando proviamo fatica o insoddisfazione possiamo fermarci e chiederci il perchè .
Con cuore aperto potremo riconoscere e riorientare i nostri cammini verso quel senso di profondo appagamento e felicità che solo una vita ben vissuta ci può donare al di là di qualsiasi realizzazione esteriore.