Il Distacco e la Fluidità come Strumenti di Consapevolezza

Non possiamo possedere realmente niente e nessuno. Non ci sono oggetti, beni materiali, status sociali, professioni, persone che ci appartengano. Tutto è transitorio e in continua evoluzione, il movimento e il cambiamento sono le uniche cose certe.

La sofferenza nasce dall’attaccamento all’idea che qualcosa possa cambiare, e sicuramente accadrà e quindi così facendo ci condanniamo a soffrire! Soffro perchè il “mio ” partner non c’è più nella mia vita, perchè il “mio ” lavoro finisce, perche’ ” mio ” figlio fa quello che io non vorrei, perchè il ” mio ” corpo invecchia, perchè il ” mio “… ogni volta che usiamo parole che ci fanno illudere al possesso di qualcosa o qualcuno ci stiamo inoltrando nella strada della sofferenza.

Siamo attaccati non solo alle cose e alle persone ma anche alle nostre emozioni ed idee. Possiamo soffrire per accorgerci di essere tristi o arrabbiati mentre ” dovremo ” essere sempre felici e buoni. Possiamo soffrire perchè ci sentiamo attratti da una persona mentre ” dovremo ” essere felici e appagati con il nostro partner. Possiamo soffrire perchè nel ” nostro ” partito politico, nella ” nostra ” squadra del cuore qualcuno sbaglia, ruba.

Quando riponiamo al di fuori di noi la responsabilità ed il potere di essere, rinunciamo ad avere il nostro proprio pensiero, a riconoscere ed accettare ciò che stiamo sentendo e provando.

Ognuno di noi gioisce della possibilità di usare oggetti e strumenti, di fare un lavoro che gli piace, di abitare in una casa che gli permette di fare le esperienze che desidera e sente belle per lui. Ognuno di noi si sente attratto dal poter condividere la vita con persone care, che amiamo in molti modi diversi. Quando dobbiamo lasciare queste cose e queste persone ci rendiamo conto del valore e dell’importanza che hanno per noi ed è certo che possiamo addolorarci. Ci hanno permesso di scoprire un senso più ampio della nostra vita o semplicemente ci hanno accompagnato e permesso esperienze, conoscenze, avventure. E’ perciò importante riconoscerne il valore quando queste ci sono, esserne grati, goderne e lasciali liberi. Esse staranno con noi fino a quando sarà necessario, possibile, o fino a quando nel nostro libero arbitrio, noi lo riterremo buono.

Tutto ciò che tocchiamo, proviamo, pensiamo è destinato a passare e a trasformarsi. Cosa resta? Resta il Senso che ci lascia, quell’esperienza, quella persona, quel viaggio che ci ha cambiato, che ci ha mostrato un nuovo modo di sentire, pensare, vedere. Questo è il linguaggio dell’Anima, immateriale ma essenziale, la sintesi delle esperienze resta per sempre e ci da nuovi sensi per percepire il mondo e la realtà. Si allarga la nostra visione delle cose, la nostra capacità di accettare il fluire degli eventi e di coglierne il senso, di poter vivere le onde dell’oceano sulla superficie mantendo dentro, la calma della profondità.

Nel distaccarci, possiamo contemporaneamente osservare la realtà e osservarci nelle nostre reazioni ad essa. Creiamo il testimone ( Anima-cioè il passeggero della carrozza nella metafora del precedente articolo ) che osserva se stesso (corpo-mente-emozioni cioè carrozza-cocchiere-cavalli ) mentre si muove nel mondo e in relazione al mondo. Questo spazio di osservazione è il distacco che ci permette di non identificarci nè con i pensieri, nè con le emozioni, nè con le sensazioni fisiche ma che li osserva, li riconosce come propri e li offre al fuoco della trasformazione affichè si affinino, si elaborino in qualcosa di più elevato, che indichi al cocchiere-mente come guidare meglio i cavalli mantenendo in salute la carrozza affinche la strada che tutti insieme, il nostro Essere unico, percorre sia consapevole, nutriente, luminosa.

 

distacco 2

Esercizi sul distacco :

  • Osservati con dolcezza e senza giudizio mentre formuli pensieri e mentre parli a tutte le volte che usi l’aggettivo possessivo “mio” o “mia”. Chiediti qual’e’ “l’importanza” che ha nella tua vita quella cosa o persona in questo momento. Dagli il riconoscimento e lo spazio che merita ma sappi che non ti appartengono, coltiva questa esperienza assecondandone i cambiamenti se e fino a quando sentirai essere arrivato il momento di lasciarle andare. Prendi spazio e tempo, saluta, chiudi, ringrazia, fai tutto quello che senti necessario per raccogliere il senso di questa esperienza e lasciala andare se necessario.Puoi fare questo anche con le persone care che ti stanno vicino e che desideri mantenere vicine a te. Lascia andare l’idea che hai di loro, accogli i loro cambiamenti così come i tuoi e scopri se questa esperienza ti sta nutrendo, dando senso, se ti fa crescere nella direzione per te essenziale. Se non ne ha, trova il coraggio per chiudere.
  • Riconosci tutte le volte che le persone, gli eventi, le cose non vanno o non si comportano come tu vorresti . Osserva la tua reazione ad essi e puoi così riconoscere a quali idee, comportamenti, emozioni sei attaccato. Quando le vedi puoi scegliere un nuovo atteggiamento nei confronti di essi, puoi decidere di cambiare il tuo punto di vista e il tuo modo di sentire con uno più adeguato, più ampio, più chiaro. Puoi farlo fino a quando sentirai che ti soddisfa con il momento che stai vivendo, sapendo che nel tempo potrà di nuovo essere messo in discussione da ciò che incontrerai.
  • Smetti di lamentarti. Quando ti lamenti stai dando il potere ad un evento o ad una persona di renderti infelice. Non puoi cambiare le situazioni o le persone ma puoi decidere come reagire ad esse. Usa responsabilmente la tua libertà per accogliere in te solo pensieri potenzianti, per circondarti da persone e ambienti potenzianti. Quando riconosci in te e nell’ambiente messaggi di svalutazione, negatività, osservati senza lasciarti inglobare da queste forme pensiero e rafforza il tuo attteggiamento positivo e propositivo. Con il nostro esempio possiamo irradiare verso gli altri un atteggiamento amorevole, risoluto e potente e così offrirai a chi lo vorrà, l’opportunità di contagirsi di una nuova energia positiva. Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

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Biodanza: la fluidità come mezzo per vivere il distacco.

L’acqua scioglie i solidi generando una ” soluzione “. L’equivalente psicologico è il trovare le soluizioni ai conflitti. Quando sviluppiamo un atteggiamento fluido permettiamo il fluire degli eventi e ci lasciamo trasportare verso le possibilità. Dal lato opposto c’è la rigidità che trattiene l’energia e blocca le possibilità di incontro ed evoluzione. Le persone fluide evitano o attraversano i conflitti, le persone rigide si logorano in un eterno scontro.

Le caratteristiche del movimento fluido sono :

  • la continuità, dove non c’è interruzione nel muoversi e l’energia può procedere costante e armoniosa
  • la rotondità nei gesti che si esprime in traiettorie curve e sinuose
  • la lentezza che permette la coordinazione e la connessione con sè stessi e l’ambiente

Siamo immersi in una corrente di Vita che non possiamo controllare ne bloccare. Se proviamo ad afferrare l’acqua di un fiume non riusciamo a stringere niente ma se appoggiamo la mano e la facciamo navigare sulla corrente, dandogli direzione, possiamo sentire la sottile allenaza che si crea con questa forza. Non possiamo che fluire con essa lasciandoci trasportare e al tempo stesso riconoscendo la direzione in cui sentiamo di volere andare. L’acqua sceglie la via più semplice e diretta avvolgendo e superando gli ostacoli, sciogliendosi con le altre acque per trasformarsi ed arricchirsi. La meta è il mare, la dissoluzione nel Tutto da cui proseguirà un nuovo viaggio su un livello più alto.

Nelle danze di fluidità ritroviamo la nostra interezza ed armonia. Quando il nostro Essere si muove tutto insieme nelle sue componenti fisiche, mentali, emotive ed animiche ci ricolleghiamo e sperimentiamo la fusione in noi stessi ( Intasi ). Quando fluiamo intensamente con gli altri o nella natura ci inoltriamo nella strada che ci porta alla fusione con l’esterno ( Estasi).