Per le istituzioni

Le Istituzioni sono organismi meravigliosi e complessi.

Rispondono ai bisogni della  collettività in termine di istruzione ed educazione , assistenza socio-sanitaria , arte e cultura, volontariato, formazione, credi religiosi…

La salute e l’efficacia di ogni organizzazione deriva dalla percezione di ogni suo membro di provare:  senso di appartenenza, valorizzazione delle proprie risorse, dare e ricevere sostegno con gli altri, avere libertà di espressione, trovare possibilità di evoluzione, crescita personale e professionale.

Wayne Dayer Terapeuta e Motivatore americano scrive nel suo testo ed audiolibro “Credere per Vedere” che un qualsiasi organismo-organizzazione che ha al suo interno una cellula-membro che non si sente parte e non lavora alla salute, alla bellezza, alla crescita dell’intero organismo rallenta e mette in pericola di vita l’intero organismo.

In quest’ottica i gruppi di lavoro, una scuola o la singola classe, un’associazione, un’azienda, possono essere visti come organismi viventi nei quali ogni organo ed ogni cellula può essere aiutato a trovare il suo posto e a dare il suo contributo fattivo all’interscambio, alla crescita e alla salute di cui poi tutti beneficiano.

La dove c’è una disarmonia, un conflitto, una sofferenza  è tutto l’organismo che soffre e che può concorrere alla soluzione e a ricercare un nuovo adattamento creativo ed evolutivo.

relazionale

Nel lavoro con le istituzioni il mio contributo va all’emersione e alla valorizzazione delle risorse dei singoli nell’allineamento dei contributi personali all’evoluzione del gruppo.

Anche nelle strutture educative ed assistenziali come scuole, centri educativi-occupazionali per disabili, case di riposo…, dove ci sono dei soggetti che ricevono dei servizi in realtà esiste un dare e ricevere reciproco che è spesso sommerso. Gli insegnanti ricevono dai loro allievi la gioia di vivere, la creatività, l’incanto e il senso di gratitudine per la natura e la Vita, la spontaneità nell’esprimersi e molto altro mentre a loro volta donano la passione per la scoperta e la conoscenza, il piacere e la necessità delle regole e della struttura, la saggezza e l’ascolto. Così per gli anziani, i disabili, etc. possiamo scorgere il dono che ogni esistenza ha in serbo per noi.

Questo a mio avviso è possibile quando siamo disposti ad allargare la nostra percezione non solo alla sfera materiale (io ti assisto, ti curo, ti insegno…) ma anche a quella trascendente/spirituale a partire dalla quale ogni esistenza ha un senso, per se stesso e per quella famiglia o gruppo,  per la società e anche per noi che abbiamo l’opportunità di avvicinarci.

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