La realtà come specchio di noi stessi.

Legge di Risonanza e dello Specchio.

Per comprendere come queste due leggi agiscono su di noi a livello interiore facciamo un parallelo nall’aspetto esteriore della realtà.
Quando ascoltiamo una stazione alla radio o guardiamo un canale della televisione o apriamo un sito internet nel computer, i nostri sensi percepiscono dei segnali e noi possiamo godere della musica, delle immagini, delle parole…. In quel preciso istante tra le infinite stazioni radio, canali televisivi, siti internet… noi siamo sintonizzati solo su quello, il resto apparentemente non esiste.

Quando decidiamo di cambiare canale, ci sintonizziamo su di esso e una nuova realtà ci appare. Esisteva anche prima, ma noi non potevamo vederla.


Allo stesso modo, se prendi in mano un vecchio libro letto o rivedi un film che hai visto alcuni anni fa, ti accorgi che 03-14-risonanzadello stesso libro o film, oggi percepisci delle cose diverse e a volte esclami ” ma come ho fatto a non vederlo o capirlo quella volta? “.
Questo accade perchè noi, in questo momento, siamo uno strumento che è tarato e sintonizzato su una ristretta gamma di segnali o frequenze ed il resto resta fuori dal nostro campo di coscenza. Siamo con il diapason di destra nella figura accanto, esso vibra quando il diapason di sinistra simile a lui per caratteristiche, viene percosso dal martello e inizia a emettere la sua vibrazione ad una certa frequenza. Altri diapason che possiamo immaginare vicini a noi ma con struttura diversa dalla nostra non si ecciterebbero, letteralmente non la sentirebbero.
La Risonanza è un fenomeno fisico esteriore evidente ma possiamo scorgere per analogia questa stessa legge anche negli eventi della nostra vita. Prova a riflettere. Ognuno di noi è come un diapason che emana e percepisce vibrazioni ad una certa frequenza, cioè esprime e percepisce della realtà solo quello che è in sintonia con la propria frequenza. Una persona depressa vede intorno a sè solo persone, situazioni ed eventi che confermano la sua depressione, così per il pauroso, il rabbioso ma così anche per il gioioso, il positivo, il …
Sei attratto e attrai solo ciò che risuona con qualche caratteristica che è anche in Te. Fai così esperienza di qualcosa che è interiore a te e di cui spesso non sei consapevole, attraverso la sua manifestazione esteriore negl’altri, nell’apparente realtà esteriore. Spesso questo incontro non è piacevole perchè ci rivela delle parti di noi che non vogliamo vedere e che giudichiamo negativamente ( vedi la parte sul non giudizio ) . La realtà difficile da accettare è che siamo noi ad attirare tali incontri ed eventi nella nostra vita. Li attraiamo, per risonanza, proprio per vederli e integrarli a noi. Lo stesso principio è in opera anche per tutto ciò che è piacevole per te, perchè l’energia è neutra e prende il colore di chi la emana e la attira.

Se tutto ciò che ci sta attorno lo abbiamo attirato noi, allora l’osservare la realtà esterna e il suo riflesso su di noi diventa un grande strumento di lavoro per il nostro risveglio.
Se ti guardi allo specchio e non ti piace l’immagine che vedi, non ti metteresti certo a pettinarlo, spalmargli la crema o mettergli il rossetto. Allo stesso modo se non ti piace quello che vedi nel mondo “esterno”, il tuo specchio, non ti metterai più a cercare di cambiarlo ma rivolgerai l’attenzione a quello che ricalca dentro di te.

La vita è come un’eco: se non ti piace quello che ti rimanda devi cambiare il messaggio che invii. (James Joyce)

La legge dello specchio ti mostra che:
  • C’è una parte di te che rifiuti e che quando la riconosci negli altri la giudichi e la condanni. Se ti da fastidio l’avarizia di qualcuno, chiediti in che ambito della tua vita anche tu trattieni e accumuli le tue ricchezze esteriori e interiori e non le rendi disponibili a te e agl’altri.
  • C’è una qualità di te che vorresti far emergere ma quando la vedi negli altri la condanni. Se ti danno fastidio le persone estroverse, creative, innovative, chiediti in quale ambito hai desiderio di esprimerti e di creare.
  • C’è una qualità di te essenziale che conosci e a cui hai rinunciato per adattarti e conformarti o per paura, che vedi negl’altri e che rifiuti. Se non sopporti chi indugia nelle tenerezze e nello scambio di affetto, chiediti quando e perchè hai rinunciato a questo nella tua vita.

A partire dalla consapevolezza che tutto ciò che ti sta attorno, le persone, le relazioni che hai, il lavoro, la tua situazione economica, lo stato di salute, … lo hai creato tu per accorgerti che hai bisogno di lasciar andare convinzioni antiquate e puoi vivere sempre più in penezza e felicità. Puoi scegliere consapevolmente di avere relazioni diverse e più felici di quelle che hai sempre avuto, puoi avere un lavoro che ti permetta di esprimere le tue aspirazioni, puoi meritarti tanti soldi quanti te ne servano per realizzare ciò che desideri, puoi vivere in un luogo che ti faccia sentire nella tua casa interiore,…
La realtà che hai costruito è frutto dei pensieri che hai coltivato dentro di te per lungo tempo. Alcuni aspetti della tua vita esteriore riflettono le aspirazioni profonde della tua anima, altre attendono la tua collaborazione per allinearsi sempre di più al tuo scopo divino.
L’universo collabora nel momento in cui ci mettiamo al servizio della nostra anima, la quale è solo un’onda della grande anima oceanica universale che desidera prosperità, salute e abbondanza per tutti, chiedendo “solo” la nostra responsabile e coscente collaborazione.
Non abbiamo difetti da aggiustare in noi e negl’altri, ma solo esperienze da riconoscere e accettare.

Per approfondire questo tema, Malattia e destino e Il destino come Scelta, di T. Dethlefsen e R. Dahlke. Risveglio di S. Brizzi.

Una storia che ci aiuta a compendere…

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“Nonno, perché gli uomini combattono?”

Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma:
“Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.”
“Quali lupi, nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.”
Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro di sé la saggezza del tempo, riprese con il suo tono calmo.
“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo.”
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
“E l’altro?”
“L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
Il bambino riprese a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
“E quale lupo vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
“Quello che nutri di più.”

(Storia Apache)

Siamo al 100 % responsabili di ciò che ci accade.

Se ci sentiamo vittime di qualcosa o di qualcuno, stiamo in realtà dando il potere a qualcosa di “esterno” a noi di renderci felici o insoddisfatti. Delegando ad altro o ad altri ci deresponsabilizziamo cioè abdichiamo da noi stessi. Ma l’esterno non esiste se non come proiezione di noi stessi, il gatto si morde la coda e si accorge che è la sua e gli fa male…Cioè non ci accorgiamo che stiamo vedendo una parte di noi che si muove ( la coda ) e la crediamo appartenere ad una realtà esterna, ci dà fastidio o ci piace rincorrerla e quando la mordiamo finalmente …capiamo che siamo sempre noi.