Uomini in Evoluzione, metti una mattina d’inverno all’alba sul Monte Pizzoc…

 

Non eravamo certi che qualcuno potesse sul serio rispondere a questo invito.

In fondo chiedavamo qualcosa che non è consueto, normale, accattivante per un uomo.

Volevamo incontrare gli occhi di altri uomini che stanno cercando di capirci qualcosa del loro essere maschi in questo momento della loro vita. Volevamo verificare se questa aspirazione che coltiviamo nel cuore, esiste anche nel cuore di qualcun altro.

 

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Aspirare a che cosa?

A comprendere il senso, la direzione, lo scopo di ciò che ci stà accadendo e questa volta farlo con dei compagni, non con le compagne, le amiche, la madre, il padre, l’amico intimo,..: ma un cerchio di altri uomini, sconosciuti per lo più ma che per il fatto di essere li, sappiamo essere anche loro alla ricerca dello stesso senso e scopo, e disponibili a condividerlo.

Volevamo vedere se è possibile incontrarsi tra uomini con la dichiarata intenzione di parlare di noi stessi, delle paure e dei desideri, dei dolori e degli slanci, dei fallimenti e delle rinascite.

E allora via proviamoci ! Pensiamo all’invito da fare che possa rendere chiaro cosa faremo e perchè ci incontreremo. Quattro condizioni che stimolassero la parte maschile e femminile di ogni uomo:

  1. La Volontà: alzarsi presto per poter essere alle 7.15 sulla cima del monte Pizzoc per condividere la visione a 360° della pianura e delle montagne con il sorgere dell’ultimo sole dell’anno 2016. Ognuno ci arriva come vuole e può in modo che l’esperienza sia accessibile a tutti.
  2. L’ Intelligenza: ognuno riflette e se vuole scrive quali qualità dell’essere uomo vuole lasciar andare e quali vuole far crescere.
  3. L’Amore: ognuno porta un piccolo dono che sia il segno del sostegno ad un altro uomo nel suo cammino. Verranno estratti a sorte .
  4. L’invito passerà da cuore a cuore, nessuna pubblicità ma invito l’amico o chiedo alle donne amiche di pizzoc-3invitare gli uomini che possono essere sensibili a questa proposta.

Quello che è successo poi è stata una sorpresa per tutti.

21 uomini condivideranno un cammino di circa 1 ora e mezza, altri saliranno autonomi con auto o per altre strade.

E’ buio pesto alla partenza del cammino, non fa molto freddo, -2 °C, l’animo è allegro, ci si scruta, ci si annusa, ci si studia. Un simpatico labrador bianco, rigorosamente maschio anche lui, viene accompagnato dal suo custode. Attorno a noi silenzio e i fasci di luce delle nostre pile, si scorgono per un po’ le luci della pianura e poi solo il bosco nero. Il sentiero sale ripido e qualcuno di noi non sta bene, rallenta e costringe gli altri ad aspettare. Lui ringrazia ad ogni pausa per aspettarlo, alla fine noi ringrazieremo lui perché ci ha obbligati a rallentare, ad accorgerci di cosa ci stava accadendo dentro. Usciamo dal bosco, il panorama si apre, il nostro mondo ci appare con tutte le sue luci, si riconoscono i paesi da dove veniamo, e laggiù il mare, il golfo di Trieste, la costa dell’Istria, la laguna di Venezia, le luci di Conegliano, Treviso, Padova…Come sono piccole viste da qui le nostre case, i nostri impegni, le nostre opere, le nostre vite. L’arancione dell’alba inizia a spegnere le luci e ad accendere le forme dei nostri volti, dei nostri gesti, delle nostre Anime. Il nostro amico arranca ancora ma ormai ci siamo. Qualcuno fa uscire da una grossa borsa pendente un tamburo, e dalla cima di un colle ormai prossimo alla vetta, inizia ad intonare un canto antico accompagnato dalle ritmiche e dolci vibrazioni dello strumento.

Arriviamo in cima e scorgiamo le auto e le sagome di chi è arrivato da altre direzioni; la sorpresa di conoscersi li, e l’inaspettato arrivo di chi non doveva esserci…pizzoc-4

Ci allineiamo tutti insieme sul bordo della montagna in direzione sud, le braccia avvolgono le spalle e i fianchi di altri uomini, non so ancora perché anche lui, anche loro sono qui, ma sono certo che qualcosa di vero e profondo ci accomuna.

Lo spettacolo che si svolge davanti a noi è incantevole, condividerlo fianco a fianco con altri uomini è commovente. La luce che sale rende sempre più chiaro quello che ci circonda e anche il perché siamo li.

Qualche movimento insieme per riconoscere la forza del gruppo, la qualità solare della nostro essere uomini ed il reciproco sostegno, la flessibilità e la disponibilità ad accoglierci.

Siamo nel cerchio, in 29, un ragazzo di 17 anni con il padre ed il resto ci accorgeremo essere tutti tra i 35 e i 50 anni; un piccolo fuoco al centro: inizia la condivisione nel rigoroso silenzio di tutti, ognuno ha il suo spazio per poter dire chi è, cosa lascia andare di se’ e che cosa vuole far crescere.

pizzoc-5I cuori si aprono, le parole fluiscono e risvegliano anche in chi le ascolta paure e aspirazioni che neanche ricordavamo di avere, i fogli di carta bruciano, le lacrime scendono, gli applausi scoppiano, i nodi in gola si sciolgono.

Poi i doni, il voler bene ad un altro uomo, concederci l’Amore con la A maiuscola anche tra noi, perché in fondo abbiamo tanto bisogno di accogliere ed essere accolti, di amare e di essere amati, di riconoscere e di essere riconosciuti.

A celebrazione di tutto la possibilità di abbracciarci; in un solo gesto mi do a te per quello che sono e accolgo te per quello che sei.

Prima di regalarci una calda e meritata colazione nel rifugio vicino, un ultimo pensiero:pizzoc-6

chi ha creato questa opportunità ha esaurito il suo compito; questa esperienza proseguirà grazie alla collaborazione di tutti quelli che lo vorranno. Apriamo alle idee e ai contributi di tutti quelli che hanno qualcosa da offrire, sarà il gruppo poi a suggerire quali esperienze saranno portate avanti perché più rispondenti a ciò a cui aspiriamo insieme.

Ci siamo lasciati con la calda e profonda certezza che altri uomini stanno diffondendo attorno a sé armonia e bellezza, che c’è un’insospettabile risveglio delle nostre coscienze già pronte ed aperte a realizzare un presente ed un futuro di Comprensione, Amore e Volontà di Bene.

Con affetto e gratitudine

Paolo, Roberto, Massimo